Il codice di procedura civile afferma che la nomina del curatore avviene obbligatoriamente quando il pubblico ministero ha chiesto la decadenza della responsabilità genitoriale di uno o di entrambi i genitori, in caso di un intervento tempestivo della pubblica autorità in favore del minore poiché lo stesso versa in condizioni di abbandono o di emergenza (ex art 403 c.c.) oppure quando sia direttamente il minore a farne richiesta. In ogni caso il tribunale può provvedere quando i genitori appaiono temporaneamente inadeguati a rappresentare gli interessi del minore. La figura del curatore speciale è solitamente un avvocato specializzato in materia di famiglia e minori, che si è formato e aggiornato, ed è in grado di ascoltare il minore per diventare il suo portavoce nel processo. Il curatore speciale viene nominato dal giudice e dura per tutto il tempo della causa. Il compito fondamentale del curatore è comprendere le esigenze del minore e fare delle richieste per il suo bene. Questa figura ha un contatto diretto con il minore e monitora il suo andamento all'interno della famiglia; si interessa del suo benessere psico-fisico, valuta il suo andamento scolastico, si interfaccia con tutte le figure coinvolte. Le linee guida per la giustizia delle relazioni familiari del circondario di Lecce definiscono il curatore speciale come :" il soggetto che, nel corso del procedimento rappresenta il minore ove sussista un conflitto di interessi (anche solo potenziale) con i genitori o con chi esercita la responsabilità genitoriale. Il curatore non esercita la responsabilità genitoriale sul minore, ma lo rappresenta in un determinato procedimento o per il compimento di determinato atto." Il 28 febbraio è entrata in vigore la c.d. "riforma Cartabia" prevista dalle legge delega n. 206/2021 e attuata dal d. lgs. n. 149/2022 che prevede un "rito unico" per tutti i procedimenti relativi ai diritti delle relazioni familiari, delle persone e dei minorenni che sfocerà in un unico Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie. Con la suddetta riforma il ruolo del curatore speciale è diventato ancora più rilevante. Il minore è un vero e proprio soggetto di diritto, meritevole di tutela per la sua particolare condizione; ciò è previsto anche nella Convenzione europea di Strasburgo del 1996, ma questa visione era stata già affermata con la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989: il minore non è visto solo come un soggetto debole e bisognoso di protezione ma come portatore di diritti. Finalmente il minore può fare sentire la propria voce attraverso l'ausilio del curatore speciale, rivoluzionando il suo valore all'interno della famiglia e di conseguenza all'interno dei procedimenti riguardanti la famiglia. Con l'auspicio che i bambini possano sempre di più prendere voce e creare anche un mondo alla loro portata. Avv. Federica Bleve